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Persone, relazioni e cambiamento: la nuova leadership HR

L'analisi Di Clima GNV In ATLA (5)

Chiara Alzati: dalla comunicazione "task oriented" all'ascolto empatico

 

In molte aziende persiste l'equivoco di sovrapporre la semplice azione del "parlare" all'atto consapevole del "comunicare". 

Parlare è un'attività spontanea, guidata dall'automatismo di emettere suoni sperando che il contenuto arrivi a destinazione. Comunicare significa invece unire la competenza tecnica all'empatia, mettendo costantemente l'interlocutore al centro e accertandosi di mantenerlo sintonizzato per l'intera durata del discorso.

Per gli executive manager e i leader, la capacità di valorizzare con le parole e con la presenza scenica il lavoro svolto rappresenta una competenza strategica. Spesso chi ricopre ruoli di responsabilità affronta la paura del giudizio e la pressione di dover dimostrare perfezione. L'approccio vincente consiste nel mostrare vulnerabilità, comunicare anche quando non si hanno tutte le risposte e applicare un metodo strutturato per guidare gli altri con l'esempio.

Nelle dinamiche aziendali quotidiane emergono errori ricorrenti che limitano l'efficacia del messaggio:

  • Comunicazione focalizzata solo sui task: concentrarsi esclusivamente su obiettivi e cose da fare non basta. I team necessitano di una comunicazione empatica per comprendere le motivazioni profonde e seguire il leader passo dopo passo.

  • Incipit banali e mancata valorizzazione del silenzio: avviare una presentazione con convenevoli tradizionali trasmette un imprinting noioso. Il silenzio iniziale è invece una forma di comunicazione fondamentale per catturare l'attenzione e trasmettere l'importanza di ciò che si sta per dire, prima di introdurre il tema con domande, citazioni o storie.

  • Incapacità di adattamento agli stili comportamentali: quando si comunica con i vertici aziendali, inondarli di dati e informazioni analitiche risulta controproducente. Riconoscere gli stili comportamentali e adottare la metodologia TTI Success Insights® permette di sviluppare doti di sintesi e incisività.

  • Trasparenza e attenzione al vissuto emotivo: nelle situazioni di transizione, gli HR Business Partner devono comunicare in modo trasparente senza attendere informazioni perfette, chiedendo direttamente ai collaboratori come si sentono per disinnescare paure e obiezioni inconsapevoli.

Guarda qui l'intervista completa:

 

 

Inga Isakhanyan: la leadership multigenerazionale come valore aggiunto

       

Oggi le organizzazioni si trovano a gestire la compresenza di generazioni diverse: Baby Boomers, Gen X, Millennials e Gen Z. La diversità generazionale costituisce un importante valore aggiunto se guidata attraverso l'ascolto attivo, la cura delle persone e lo sviluppo dell'intelligenza emotiva.

Una delle principali sfide per le Risorse Umane riguarda il senso di appartenenza e l'aspettativa di immediatezza della Gen Z. Poiché la costruzione dei percorsi di carriera richiede tempo e la pazienza rischia di vacillare, l'integrazione deve passare attraverso il coinvolgimento immediato dei giovani in progetti di impatto.

I pilastri per guidare la diversità generazionale in azienda includono:

  • Reverse mentoring: promuovere lo scambio reciproco tra risorse senior e junior per arricchire l'organizzazione, comprendere la visione del futuro delle nuove generazioni e dare spazio alla loro potenzialità.

  • Mappatura con TTI Success Insights®: gli strumenti di assessment TTI Success Insights® sono fondamentali per comprendere stili comportamentali, forze motivazionali e intelligenza emotiva. I colori e le caratteristiche comportamentali non hanno età: capire le persone facilita la collaborazione quotidiana, genera coinvolgimento e rafforza l'employer branding.

  • Responsabilizzazione e coaching: sviluppare una leadership resiliente richiede di ingaggiare i collaboratori ponendo domande aperte, permettendo loro di giungere in autonomia alle soluzioni e favorendo momenti di feedback trasparenti.

Nell'evoluzione del lavoro, l'Intelligenza Artificiale assumerà l'analisi dei dati e l'operatività analitica, consentendo ai professionisti HR di evolvere verso un ruolo strategico, assimilabile a quello di un coach focalizzato su formazione, ingaggio e supporto emotivo.

Guarda qui l'intervista completa:

 

 

Rosaria Lomasto: change management tra ascolto e consapevolezza

 

Nel contesto attuale la trasformazione continua è diventata la normalità. Per affrontare questa dinamica, la competenza chiave è nella capacità di adattarsi, evolvere e rimettersi costantemente in discussione.

L'errore più comune nella gestione dei grandi cambiamenti aziendali consiste nel focalizzarsi esclusivamente sulle competenze tecniche.

In realtà, la trasformazione reale avviene nella testa e nel cuore delle persone, nella loro capacità di superare vecchi schemi e accogliere prospettive differenti attraverso il coinvolgimento e l'ascolto.

Il processo di change management si struttura su tre leve operative fondamentali:

  • Identificazione dei punti di malessere: il malessere organizzativo deriva quasi sempre da problemi comunicativi. Il lavoro consulenziale consiste nel facilitare il dialogo, tradurre i bisogni del team e ottimizzare le dinamiche relazionali.

  • Consapevolezza e misurazione oggettiva: la collaborazione con GNV Group consente di integrare gli strumenti di assessment, le analisi di clima e le analisi del benessere. Questi strumenti offrono una fotografia precisa del "qui e ora", rilevando punti di forza e aree di miglioramento su cui costruire percorsi di crescita personalizzati.

  • Risoluzione dell'identità personale: per vivere la trasformazione in modo consapevole, ogni collaboratore dovrebbe porsi quotidianamente la domanda "Chi voglio diventare?" anziché fermarsi al solo "Che cosa voglio ottenere?", spostando l'attenzione verso la crescita individuale e collettiva.

Leggi qui l'intervista completa:  Leggi l'intervista a Rosaria Lomasto

Conclusioni

Metodologie di comunicazione, strumenti di assessment e gestione del cambiamento raggiungono la massima efficacia quando sono messi al servizio delle persone e orientati alla creazione di contesti lavorativi equilibrati. Porre l'individuo al centro significa dotarsi di strumenti oggettivi per comprendere gli stili comportamentali e facilitare il dialogo.

I modelli di gestione rigidi lasciano spazio a nuove priorità strategiche: la capacità di comunicare con incisività ed empatia, l'integrazione consapevole di generazioni differenti nei contesti di lavoro e l'abilità di adattarsi a uno scenario in continuo movimento.

Attraverso GNV Meets Partner, il format di confronto ideato da GNV Group con chi vive quotidianamente queste tematiche sul campo, continuano ad emergere spunti di riflessione. Dai contributi di Chiara Alzati (esperta di public speaking e ideatrice del metodo Parlare Chiaro), Inga Isakhanyan (HR in Fit2u, Certified ACC Coach e Style Coach) e Rosaria Lomasto (professionista HR con oltre 20 anni di esperienza e fondatrice di Ramè Formazione), si delineano tre direttrici fondamentali orientate allo sviluppo e al benessere organizzativo.

E tu, con quale di questi temi ti stai confrontando di più nel tuo team: comunicare con più chiarezza, gestire generazioni diverse o guidare il cambiamento?

Vuoi scoprire come gli strumenti di assessment TTI Success Insights® e le HR Survey GNV Group possono diventare il punto di partenza per un percorso di cambiamento nella tua organizzazione? Scrivi a info@gnvgroup.it per valutare l'impatto di questi strumenti nella tua azienda.
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