Diventare quell’1 su 3 che ce la fa davvero: strategie coach
Nel panorama del coaching professionale, una domanda ha attraversato la Conference ICF 2025 - Il coaching che trasforma come un filo rosso: “Si può vivere di coaching?” è la domanda che sta alla base della tavola rotonda Uno su 3 ce la fa? Nella Conference ICF Italia 2025. Il confronto ha mostrato che sì, è possibile grazie a due competenze strategiche che ogni coach deve sviluppare: personal branding e vendita.
Entrambe sono presenti nella frase di Luca Berni, MCC, che “non si vende il coaching. Si vende il coach.”
Personal branding del coach
Contrariamente alla percezione più diffusa, Luca Berni ha detto che il mercato del coaching non è saturo, ma è in crescita e ci sono ancora nuove opportunità, nuove terre da conquistare o, per usare una nota metafora del marketing, un oceano blu da varcare.
A conferma di questo Florent Shaeffer, Regional Manager Europa e Africa di ICF ha illustrato i dati del VI Global Study mostrando un mercato in crescita, ma sempre più selettivo
In un mercato simile non c’è tanto bisogno di etichette originali, ma di professionisti capaci di esprimere il proprio valore in modo coerente con la propria storia, le proprie competenze e—soprattutto—con il proprio stile personale.
Fabio Garganego, PCC, lo ha espresso in modo incisivo: la sua unicità nasce dall’unione tra “l’approccio da ingegnere” che esprime negli articoli pubblicati su Linkedin e la valorizzazione dell’imperfezione, parola che appare nel titolo del suo libro.
Un messaggio potente: non bisogna trasformarsi in qualcun altro, ma imparare a costruire relazioni attraverso ciò che si è davvero. “perché essere la brutta copia di un altro quando puoi essere la migliore versione di te stesso?
Fabrizia Ingenito, PCC, che ha raccontato che dopo la scuola per diventare coach era rimasta bloccata per sei mesi perché concentrata su ciò che non era. Ha trovato una direzione quando ha iniziato a comunicare meglio con sé stessa e poi a raccontarsi. Come Fabio anche Fabrizia ha valorizzato le competenze sviluppate nella precedente esperienza professionale e la propria storia.
“Noi siamo una nostra e gli altri la guardano”. Ha detto Fabrizio Bresciani, MCC.
E tu che storia racconti? Chi può entrare in risonanza con la tua storia?

Personal branding sostenibile: valorizza il tuo stile
Il personal branding non è un esercizio estetico, ma un percorso di consapevolezza: capire cosa ti rende unico, comunicarlo, raccontarlo in modo autentico e costruire la reputazione che ti permette di essere scelto dalle persone giuste.
Nella mia attività di consulente di personal branding ho utilizzato varie volte gli strumenti di assessment TTI Success Insights per aiutare i coach a riconoscere il proprio stile comportamentale e a costruire una presenza coerente e naturale — online e offline — evitando modelli preconfezionati e strategie che non risuonano con il proprio modo di essere.
Il coach alle prese con la vendita
La seconda competenza chiave emersa durante la conferenza è la capacità di vendere.
“A me non piace vendere” ha dichiarato Fabio Garganego,. Gli ha fatto eco Fabrizio Bresciani, MCC: “Sono un pessimo venditore”. Eppure entrambi hanno trovato nel network e nelle collaborazioni il proprio strumento di vendita perché ricorda: anche se non ami la vendita o non hai competenze specifiche non puoi fare a meno di avere una strategia di vendita.
Spesso le resistenze nei confronti della vendita derivano da convinzioni limitanti: la vendita è un’attività di valore inferiore rispetto al coaching e richiede uno stile aggressivo. È utile e funzionale ristrutturare la visione della vendita. Durante la tavola rotonda Luca Berni ha offerto molti riferimenti utili per farlo e vendere valore.
Anche Fabrizio Bresciani, MCC, ha riportato la riflessione su un punto cruciale suggerendo questa domanda: “Qual è il mio valore in relazione con l’altro?”
Una domanda che ogni coach dovrebbe rivolgersi prima ancora di inviare una proposta o definirne il prezzo. Perché vendere non significa spingere un servizio, ma comprendere bisogni, rispondere a una trasformazione desiderata, comunicare in modo chiaro e instaurare fiducia.
Diventa quell’1 che ce la fa!
C’è messaggio forte che è riecheggiato durante la conferenza, è questo: la strategia funziona solo quando è coerente con chi sei.
Non esiste un modello unico. C’è il coach che costruisce relazioni attraverso il network, chi trova forza nei contenuti, chi si affida alle testimonianze, chi crea partnership o società di coach. L’importante è sviluppare quel mindset imprenditoriale di cui ci ha parlato Kevin Giorgis, Presidente EFI, integrando competenze e strumenti in modo autentico. È quello che distingue l’1 su 3 che ce la fa davvero.
In realtà tutti e 3 ce la possono fare. L’importante è diventare l’1, ovvero il punto di riferimento nel proprio settore, nella propria nicchia. Come? L’ho spiegato nello smartbook diventa l’1 che ce la fa davvero dove parlo anche del processo di vendita con l’approccio GNV Group.

Puoi trovare lo smartbook qui