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Persone, relazioni e cambiamento: la nuova leadership HR
Come evolve la leadership in contesti aziendali sempre più complessi? In questo nuovo appuntamento con GNV Meets Partner, Chiara Alzati, Inga Isakhanyan e Rosaria Lomasto condivideranno spunti pratici su comunicazione empatica, integrazione multigenerazionale e change management guidato dai dati. Scopri come mettere davvero le persone al centro della tua organizzazione.
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Clima, benessere e feedback: dati e strumenti per agire
I luoghi di lavoro globali attraversano da tempo una crisi silenziosa ma profonda. I dati più recenti pubblicati da Gallup rivelano che solo il 20% dei lavoratori si sente realmente coinvolto nelle proprie attività quotidiane: si tratta di uno dei valori più bassi registrati negli ultimi anni. In termini concreti, otto persone su dieci entrano in azienda ogni mattina senza entusiasmo, prive di una reale connessione con la missione e lo scopo dell'organizzazione, e senza la percezione che il proprio contributo individuale possa fare una reale differenza.
Proximity bias: quando la vicinanza influenza la percezione?
Nel lavoro ibrido non sempre chi contribuisce di più è anche chi viene percepito meglio. La presenza in ufficio, la frequenza delle interazioni e la maggiore esposizione quotidiana possono influenzare in modo inconsapevole il giudizio di manager e colleghi. È qui che entra in gioco il proximity bias, cioè la tendenza a favorire, spesso senza volerlo, le persone che vediamo più spesso o con cui abbiamo più occasioni di confronto.
Conscious unbossing e career shrekking nella Gen Z
Nelle ultime settimane mi sono imbattuta più volte nella stessa affermazione, letta tra articoli, post e ricerche di settore: "i giovani, oggi, non hanno più voglia di fare carriera". Poi guardi i dati, e la realtà racconta un'altra storia. Il 52% della Gen Z non vuole diventare manager: lo conferma la ricerca di Robert Walters condotta su professionisti UK, secondo cui il 72% dei giovani professionisti preferirebbe percorrere una strada di crescita individuale, basata su sviluppo personale e competenze, piuttosto che assumere un ruolo manageriale. Lo stesso studio evidenzia che il 69% percepisce il middle management come un ruolo ad alto stress e basso ritorno.